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	<title>IDV Roma 2</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>No alle botticelle al Pincio: il voto del II Municipio su iniziativa IdV</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio Mun.]]></category>

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		<description><![CDATA[

I cavalli delle botticelle, macchine per far soldi, vengono sfruttati all’inverosimile, costretti a trainare carichi di 800-900 kg (tra carrozza e turisti) per molte ore al giorno, a volte in salita, su pavimentazioni estremamente scivolose come i san pietrini, e sovente condotti da vetturini incoscienti lungo strade a scorrimento veloce come il lungoTevere, ad alto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-thumbnail wp-image-970 alignleft" src="http://www.idvroma2.it/wp-content/uploads/cavallo_spaventato_rumore1245147983-150x150.jpg" alt="cavallo_spaventato_rumore1245147983" width="150" height="150" /></p>
<p><span id="more-969"></span></p>
<p>I cavalli delle botticelle, macchine per far soldi, vengono sfruttati all’inverosimile, costretti a trainare carichi di 800-900 kg (tra carrozza e turisti) per molte ore al giorno, a volte in salita, su pavimentazioni estremamente scivolose come i san pietrini, e sovente condotti da vetturini incoscienti lungo strade a scorrimento veloce come il lungoTevere, ad alto rischio di incidenti.  C&#8217;è da aggiungere che in estate a Roma il termometro tocca temperature ‘africane’ e i cavalli patiscono molto questo caldo.</p>
<p>I cavalli sono forzati a lavorare nel traffico selvaggio  del cuore della capitale, stressati costantemente dal frastuono dei  clacson, delle sirene, da mezzi che gli sfrecciano accanto sfiorandoli e  spesso facendoli imbizzarrire con nefaste conseguenze.</p>
<p>Le amministrazioni locali, grazie al nostro capogruppo al II Municipio, si oppongono al mostruoso progetto della megascuderia al Pincio, i cui  lavori sono in fase avanzata. Giovedì 12 gennaio il Consiglio del II Municipio ha  votato NO all&#8217;insediamento dei vetturini nel cuore di Villa Borghese.</p>
<p><span style="font-size: small"><strong> </strong><em>Roma 12-01-2012</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><em><span style="font-size: small"><strong> </strong><strong>ORDINE DEL GIORNO</strong></span></em></p>
<p>Premesso  che nel Galoppatoio di Villa Borghese è in corso di allestimento una  struttura per l’accoglienza dei cavalli adibiti al traino delle carrozze  comunemente denominate “botticelle”;<br />
che sembra prevista anche la costruzione di una struttura per il rimessaggio delle stesse “botticelle”;<br />
considerato che Villa Borghese, nel suo complesso, è un parco monumentale unico al mondo;<br />
considerato che i lavori in corso producono una grave alterazione morfologica del teatro di intervento;<br />
considerato che i fruitori della struttura sono dei soggetti privati e che quindi non vi è alcun interesse pubblico nell’opera;<br />
per i suddetti motivi</p>
<p style="text-align: justify"><em><span style="font-size: small"> il Consiglio del II municipio</span></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><span style="font-size: small">impegna  il Presidente ad attivarsi nelle sedi competenti affinché si  interrompano immediatamente i lavori di  costruzione dei manufatti in  premessa e si ripristini lo stato dei luoghi nella forma antecedente ai  lavori.</span></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><span style="font-size: small"> Alessandro Ricci<br />
Capogruppo IDV</span></em></p>
<p style="text-align: justify">
(foto da www.terranauta.it)</p>
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		<title>Martedì 13 dibattito&#8230; e che dibattito!</title>
		<link>http://www.idvroma2.it/2011/12/martedi-13-dibattito-e-che-dibattito/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 14:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fanio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Circolo IdV 2° Municipio organizza questo nuovo dibattito, con esponenti di massimo livello del mondo dell&#8217;economia e del lavoro, a confronto con testimonianze della vita reale, perché deve esserci un incontro fra le esigenze dei cittadini e le soluzioni dell&#8217;economia, particolarmente in un momento di crisi come quello attuale.
Partiremo alle 18, con l&#8217;intervento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-957 alignleft" title="volantino-soldi-in-tasca-b" src="http://www.idvroma2.it/wp-content/uploads/volantino-soldi-in-tasca-b.jpg" alt="volantino-soldi-in-tasca-b" width="425" height="595" /></p>
<p><span id="more-954"></span>Il <strong>Circolo IdV 2° Municipio</strong> organizza questo nuovo dibattito, con esponenti di massimo livello del mondo dell&#8217;economia e del lavoro, a confronto con testimonianze della vita reale, perché deve esserci un incontro fra le esigenze dei cittadini e le soluzioni dell&#8217;economia, particolarmente in un momento di crisi come quello attuale.</p>
<p>Partiremo alle 18, con l&#8217;intervento di <strong>Luca Einaudi</strong> (del &#8220;Centre for History and Economics&#8221; di Cambridge), dalle cause della crisi, perché senza aver chiare queste non si può fare nessun ragionamento né proporre soluzioni che possano essere fondate.</p>
<p>Poi offriremo un <strong>piccolo rinfresco</strong>, per dare un momento di stacco e per consentire a chi non può arrivare alle 18 di raggiungerci senza creare troppo disturbo.</p>
<p>Intorno alle 19 inizieremo con il dibattito vero e proprio, introdotto da due <strong>testimonianze</strong> significative di cosa succede nel mondo del lavoro, a confronto con un sistema di welfare incrinato da pesanti modifiche.</p>
<p><strong>Maurizio Zipponi</strong> (responsabile nazionale lavoro e welfare di Italia dei Valori, ma anche esponente di spicco della Fiom), potrà portare il punto di vista del partito e del sindacato dei metalmeccanici, recependo quelle che possono essere le esigenze e le istanze dei cittadini in questa fase politica delicatissima di definizione di una manovra, dichiarata di &#8220;Rigore, Sviluppo ed Equità&#8221;, ma che sembra centrare solo il rigore&#8230;</p>
<p><strong>Alberto Castagnola</strong> è un importante economista della &#8220;Città dell&#8217;Altra Economia&#8221;, è Presidente di &#8220;IRED NORD, Innovazioni e Reti per lo Sviluppo&#8221;, rete internazionale  impegnata sui temi dell’Economia Popolare, del Microcredito e della Finanza Alternativa. Si occupa di campagne di sensibilizzazione e di progetti di  sviluppo sui rapporti tra Nord e Sud del mondo. Potrà arricchire il dibattito con una visione più ampia dei problemi economici, anche fuori dagli schemi dell&#8217;economia tradizionale.</p>
<p><strong>Vincenzo Maruccio</strong>, <strong>Roberto Soldà</strong> e <strong>Paolo Leccese</strong> potranno recepire le istanze dei cittadini per quanto riguarda i loro ruoli di responsabili regionale, cittadino e dei giovani di Roma dell&#8217;Italia dei Valori.</p>
<p>Poi c&#8217;è il pubblico, da cui aspettiamo la massima partecipazione e coinvolgimento, perché i problemi attuali scottano per tutti.</p>
<p>Vogliamo insieme capire se la manovra attuale è in grado di portarci fuori da questa crisi gravissima o se rischia di aggravarla, come ripartire i sacrifici necessari con reale equità e come riavviare lo sviluppo.</p>
<p>Obiettivi troppo ambiziosi per qualche ora di confronto, ma proviamo almeno ad avvicinarci!</p>
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		<title>UNA DOMANDA AI CITTADINI</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi, il risanamento del bilancio pubblico e l&#8217;esigenza di rilancio dell&#8217;occupazione impongono scelte difficili.
Quali misure possono essere prese salvaguardando l&#8217;equità?
Il Circolo IDV 2° Municipio ha scelto, per questo e altri temi, di procedere  affrontandoli assieme ai cittadini, partendo dalle loro testimonianze,  dai loro dubbi e dalle loro proposte, ma con la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi, il risanamento del bilancio pubblico e l&#8217;esigenza di rilancio dell&#8217;occupazione impongono scelte difficili.</p>
<p>Quali misure possono essere prese salvaguardando l&#8217;equità?</p>
<p>Il Circolo IDV 2° Municipio ha scelto, per questo e altri temi, di procedere  affrontandoli assieme ai cittadini, partendo dalle loro testimonianze,  dai loro dubbi e dalle loro proposte, ma con la possibilità di avere  degli esperti con cui confrontarsi.</p>
<p><span style="text-decoration: underline">Vi chiediamo di farci sapere se siete interessati a un dibattito sui temi della crisi economica, da tenersi nel territorio del 2° Municipio.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline">Scriveteci all&#8217;indirizzo</span> info@idvroma2.it, anche per eventuali altre proposte. Se siete stati informati di questa comunicazione da una mail, <span style="text-decoration: underline">è sufficiente rispondere alla mail con un &#8220;sì&#8221;</span>, se volete indicando orari e giorni preferiti e/o le altre proposte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scontri a Roma, come si può confondere la libertà con la violenza?</title>
		<link>http://www.idvroma2.it/2011/10/scontri-a-roma-come-si-puo-confondere-la-liberta-con-la-violenza/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 17:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nostro lettore ci ha segnalato questo articolo, che volentieri pubblichiamo, di un suo amico giornalista, testimone e vittima degli scontri del 15.

Articolo tratto dal sito www.figliopadre.com.

Telegiornali, trasmissioni di approfondimento, siti internet e  quotidiani hanno parlato tutti dei fatti violenti successi a Roma sabato  scorso. Molti di questi hanno raccontato anche di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nostro lettore ci ha segnalato questo articolo, che volentieri pubblichiamo, di un suo amico giornalista, testimone e vittima degli scontri del 15.</p>
<p><span id="more-930"></span></p>
<p><em>Articolo tratto dal sito <a href="http://www.figliopadre.com/">www.figliopadre.com</a>.</em></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-931" src="http://www.idvroma2.it/wp-content/uploads/2011-10-20-giornalista-ferito.jpg" alt="2011-10-20 giornalista ferito" width="400" height="300" /></p>
<div style="text-align: justify">Telegiornali, trasmissioni di approfondimento, siti internet e  quotidiani hanno parlato tutti dei fatti violenti successi a Roma sabato  scorso. Molti di questi hanno raccontato anche di un fotoreporter  colpito violentemente alla testa da un mattone lanciato nel mucchio. Del  tutto casualmente, la traiettoria della pietra era abbastanza obliqua  da non ferire a morte questa persona che si trovava fra i tafferugli per  fare il suo lavoro. Sarebbe stato sufficiente che egli fosse voltato di  un solo centimetro alla sua sinistra o che l&#8217;oggetto lanciato in aria  compisse una volo più diretto verso la sua faccia che adesso egli non  sarebbe qui a scrivere queste quattro e inutili righe sul suo blog.</div>
<div style="text-align: justify">Per fortuna è andata bene: solo un po&#8217; di sangue e alcuni punti di  sutura al pronto soccorso. Poi in serata sono tornato a casa e i miei  figli hanno trovato perfino divertente vedere sulla mia testa una benda  tanto vistosa. Il neonato si è messo a ridere, non riuscendo a decifrare  meglio il mio nuovo look, mentre il più grande mi ha chiesto, sempre  sorridendo, spiegazioni che invece non gli ho fornito raccontandogli che  avevo soltanto sbattuto accidentalmente.</div>
<div style="text-align: justify">Come spiegare diversamente, infatti, a un bambino ciò che era accaduto  poco prima a Roma? Avrei potuto parlargli della pazzia collettiva che  può invadere una folla, ma non l&#8217;ho fatto perché anzitutto non credo a  una simile spiegazione. Oppure avrei potuto riferirgli le mie  supposizioni e cioè che la violenza cieca che in uno stesso e unico  momento si diffonde in una moltitudine non nasce spontaneamente, dal  nulla, ma ha alle sue spalle una regia e occhi ben aperti, capaci di  vedere lontano un orizzonte che, chi agisce in prima persona, non arriva  neanche minimamente a scorgere.</div>
<div style="text-align: justify">Mi riferisco ai ragazzi incappucciati chiamati &#8216;black bloc&#8217; e che, presi  singolarmente, non hanno nulla dell&#8217;aspetto che all&#8217;interno del loro  gruppo, quando si muovono in massa, viene loro conferito. Anche di  questo volevo parlare e della contraddizione che questi giovani  incarnano, quando ieri sono stato intervistato nell&#8217;Arena di Massimo  Giletti, ma poi non c&#8217;è stato modo di farlo perché &#8211; come è noto &#8211; i  tempi televisivi sono stretti e si hanno davvero pochi minuti soltanto a  disposizione per rispondere anzitutto alla domanda che ti pongono.</div>
<div style="text-align: justify">Ho parlato con alcuni di questi ragazzi, chiedendo loro perché non  volessero essere ripresi dalle telecamere o essere fotografati, dato che  erano tutti con il volto coperto. Ho chiesto loro inoltre perché erano  lì a fare quel casino e ho domandato loro in cosa credessero, se  avessero un ideale, se le loro azioni fossero finalizzate verso un  obiettivo preciso. Le risposte che mi hanno dato sono state soprattutto  insulti, spintoni, ma qualcuno alla fine mi ha detto che lui e i suoi  amici non credevano in niente e che non erano né di destra e né di  sinistra: erano semplicemente degli anarchici.</div>
<div style="text-align: justify">In quel momento ho pensato al termine &#8216;anarchia&#8217; e l&#8217;ho associato  immediatamente a quello di &#8216;libertà&#8217;. Ma come si possono &#8211; mi sono  chiesto immediatamente dopo &#8211; identificare libertà e violenza, come è  possibile  esercitare la libertà violentemente e ai danni della libertà  di altri? Ho trovato contraddittorie le loro spiegazioni, così come può  essere contraddittoria e assurda una pietra lanciata a caso, verso un  mucchio di passanti.</div>
<div style="text-align: justify">Presi singolarmente &#8211; dicevo &#8211; quando vengono acciuffati dalla polizia o  da un gruppo di persone esauste e arrabbiate nell&#8217;assistere a tanti  atti vandalici contro la loro città, questi ragazzi sono gracili e  impauriti, disarmati e indifesi. Appena possono, se ce la fanno,  scappano da chi vorrebbe picchiarli per rifugiarsi di nuovo all&#8217;interno  del loro cerchio che li protegge. Questi ragazzini sono ciechi senza  spiegazioni da dare e soltanto quando stanno nel loro gruppo sembrano  avere una strategia: ogni azione assurda è avvalorata dal consenso  unanime degli altri, ogni sasso che vola per mano di uno è alleggerito  dall&#8217;accordo degli altri e dai loro sguardi taciti e ammirati. E&#8217; in  questo modo soltanto che la follia, quando non può essere spiegata, può  venir giustificata ovvero quando è collettiva e quindi diventa norma.</div>
<div><img src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1965865980653467461-1431590721383799978?l=www.figliopadre.com" alt="" width="1" height="1" /></div>
<div>by <span> <a href="http://www.blogger.com/profile/06788222151912304629">Cristiano Camera</a> </span><abbr title="2011-10-17T08:49:00.000Z">, 17 ottobre 2011</abbr></div>
<div></div>
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		<title>Una preoccupante &#8220;sorgente&#8221; in via Migiurtinia</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 09:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[
Da almeno una settimana un marciapiede a metà di via Migiurtinia (nei pressi di Viale Libia) presenta una fuoriuscita di liquido. Di che cosa si tratta? Acqua? Liquame? Il liquido fuoriesce all&#8217;angolo destro dell&#8217;aiuola, nel lato interno del marciapiede.  Nessuno interviene e il danno persiste, nonostante in quella via si facciano spesso lavori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-922"></span><img class="alignright size-full wp-image-925" src="http://www.idvroma2.it/wp-content/uploads/2011-10-19-liquido-in-via-Migiurtinia-rid1.jpg" alt="2011-10-19 liquido in via Migiurtinia rid" width="653" height="366" /></p>
<p>Da almeno una settimana un marciapiede a metà di via Migiurtinia (nei pressi di Viale Libia) presenta una fuoriuscita di liquido. Di che cosa si tratta? Acqua? Liquame? Il liquido fuoriesce all&#8217;angolo destro dell&#8217;aiuola, nel lato interno del marciapiede.  Nessuno interviene e il danno persiste, nonostante in quella via si facciano spesso lavori di manutenzione.</p>
<p>F. S.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In Italia ci si può fidare di una legge dello Stato?</title>
		<link>http://www.idvroma2.it/2011/10/in-italia-ci-si-puo-fidare-di-una-legge-dello-stato/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 09:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fanio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Decine di migliaia di lavoratori hanno lasciato il lavoro fra il 2004 e il 2008 con vari provvedimenti governativi, fra cui quello della “mobilità lunga”, come previsto dalla legge 296/2006 comma 1189 (provvedimento inserito nella finanziaria del 2006). Tali regole fissavano, per chi lasciava il lavoro con tale provvedimento, avendo almeno 50 anni e 28 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-917"></span></p>
<p>Decine di migliaia di lavoratori hanno lasciato il lavoro fra il 2004 e il 2008 con vari provvedimenti governativi, fra cui quello della “mobilità lunga”, come previsto dalla legge 296/2006 comma 1189 (provvedimento inserito nella finanziaria del 2006). Tali regole <span style="text-decoration: underline;">fissavano</span>, per chi lasciava il lavoro con tale provvedimento, avendo almeno 50 anni e 28 di contributi, <span style="text-decoration: underline;">il mantenimento delle condizioni per il pensionamento secondo la legge Dini</span>, in modo da ottenere il passaggio indolore dalla mobilità alla pensione di anzianità nei tempi previsti dalla stessa legge, al riparo da successive variazioni normative.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Senza questa garanzia nessuno avrebbe accettato volontariamente di uscire dal lavoro, col rischio di un prolungamento dello stato di mobilità o peggio di rimanere senza alcun sussidio né pensione</span>. Variazioni normative durante il periodo di mobilità erano intervenute anche in passato, con gravi danni per i lavoratori coinvolti, e per questo motivo il legislatore aveva inserito delle specifiche garanzie, per incentivare i lavoratori a usufruire di tale opportunità senza timori.</p>
<p><strong>Ma il governo Berlusconi è superiore a queste cose, ha cambiato di fatto <span style="text-decoration: underline;">retroattivamente</span> le carte in tavola.</strong></p>
<p>Con la manovra finanziaria del 2010 ha introdotto la “finestra mobile”, imponendola non solo ai lavoratori in attività ma anche a quelli già fuori dal mondo del lavoro (in mobilità ordinaria o lunga, indifferentemente) ma non ancora pensionati. Se però per i lavoratori in attività questo si traduce in un prolungamento dell’attività lavorativa stipendiata, per gli altri, sostenuti solo dall’assegno di mobilità e da una buonuscita aziendale, diventa <span style="text-decoration: underline;">un immediato problema di sussistenza</span>.</p>
<p>Un colpo di mano che ha cancellato le garanzie (di legge) che avevano convinto le persone a lasciare il lavoro. E la “finestra mobile”, rispetto alle regole della legge Dini, comporta un allungamento di quasi un anno dei tempi di raggiungimento della pensione!</p>
<p><strong>Alla gravità – da tutti i punti di vista – di una legge con effetti retroattivi, si aggiunge la beffa  e, si ritiene, la ulteriore incostituzionalità, della sua applicazione.</strong></p>
<p>Il governo ha infatti previsto che le precedenti garanzie di legge relative ai tempi di pensionamento vengano salvaguardate solo per 10.000 persone, affidando all’Inps il compito di monitorare la situazione e compilarne l’elenco, con una graduatoria che dovrebbe essere basata sulla data di uscita dal lavoro.</p>
<p><strong>Dopo più di un anno l’Inps non ha ancora predisposto e reso noto tale elenco</strong>. Secondo fonti imprenditoriali e sindacali le persone coinvolte in questa “lotteria” sarebbero più di 40.000.</p>
<p>Ad una interrogazione parlamentare presentata dall’ex ministro del lavoro Cesare Damiano, il governo ha risposto senza chiarire alcunché (una risposta “ridicola”, secondo lo stesso Damiano).</p>
<p>Nell’incertezza della situazione, a partire dalle persone che sarebbero dovute andare in pensione il 1 luglio, lo stesso Inps ha <span style="text-decoration: underline;">bloccato sia la domanda di pensionamento sia il pagamento dell’indennità di mobilità, lasciando le persone senza alcun reddito</span>. Dopo alcuni mesi almeno alcune di tali situazioni sono state sanate con provvedimenti tampone, sollecitati dalla Confederazione Unitaria di Base, unico sindacato che abbia preso a cuore la situazione, <span style="text-decoration: underline;">nel silenzio assordante di CGIL, CISL e UIL</span>.</p>
<p><strong>E’ costituzionale indurre le persone a scelte così determinanti per il proprio futuro garantendo loro un certo quadro normativo e poi cambiarlo? E discriminare persone che dovrebbero avere gli stessi diritti dei 10.000 fortunati che vinceranno la lotteria?</strong></p>
<p><strong>E’ possibile “dimenticare” dei lavoratori che hanno pagato i loro contributi per tutta la vita? Quando poi il fondo per lavoratori dipendenti è quello dell’INPS ancora in attivo? </strong></p>
<p><strong>Viene poi considerato che essi possano rimanere senza alcuna sussistenza o, nella migliore delle ipotesi, di un “semplice ritardo” nel pensionamento, possano perdere diverse migliaia di euro?</strong></p>
<p><strong>Se poi verranno abolite del tutto le pensioni di anzianità, che fine faranno le persone fuori dalla lista? Per quanto tempo potranno rimanere senza accesso alla pensione? Da quale reddito saranno coperte? O se “semplicemente” verranno traslate ancora le finestre utili per il pensionamento?</strong></p>
<p><strong>Come mai per il famoso “contributo di solidarietà” che a un reddito di 100.000€ ne toglieva solo 5.000€, meno di quanto viene sottratto oggi ai mobilitati, si sono mossi tutti i mezzi di informazione, fino a far recedere dal provvedimento? E dire che per loro si sarebbe trattato di un di più, per i mobilitati la base della sussistenza!</strong></p>
<p><strong>Come mai continuano a non essere toccati i privilegi della “casta”?</strong></p>
<p><strong>Non è infine questo un caso analogo a quello del tentativo di vanificare i riscatti di laurea, poi rimangiato dai nostri governanti, grazie anche all’intervento della casta dei medici?</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">In questo momento di discussione sulle pensioni, su cui si gioca una partita decisiva, è bene che l’opinione pubblica, finora tenuta all’oscuro della sorte di queste persone, sia informata anche su questo, anche se vengono colpite “solo” alcune decine di migliaia di persone, che hanno il torto di non appartenere ad alcuna “casta” potente. </span></p>
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		<title>15 ottobre 2011 &#8211; La battaglia di via Merulana</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
pubblichiamo la testimonianza di uno di noi
Da un pezzo non assistevo a un simile spettacolo.
Rimasto a Roma per partecipare alla manifestazione, ho potuto liberarmi solo verso le sedici.
Prima  di uscire, una rapida ispezione in WEB mi ha informato che le cose  stavano già rapidamente degenerando, per via di una quarantina di  “misteriosi” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-893 alignleft" src="http://www.idvroma2.it/wp-content/uploads/10-il-vandalo.JPG" alt="10 il vandalo" width="161" height="121" /></p>
<p><span id="more-891"></span><em>pubblichiamo la testimonianza di uno di noi</em></p>
<p>Da un pezzo non assistevo a un simile spettacolo.</p>
<p>Rimasto a Roma per partecipare alla manifestazione, ho potuto liberarmi solo verso le sedici.</p>
<p>Prima  di uscire, una rapida ispezione in WEB mi ha informato che le cose  stavano già rapidamente degenerando, per via di una quarantina di  “misteriosi” incappucciati, tutti rigorosamente vestiti di nero, che  stavano mettendo a soqquadro via Cavour.</p>
<p>Una  volta uscito, ho osservato che dal Colosseo e via Labicana, quella che  appariva come un’orda disorganizzata si stava riversando in via  Merulana, mentre si poteva già osservare in lontananza che Il piazzale  di San Giovanni in Laterano (obelisco) formicolava di gente.</p>
<p>Il  passaggio per via Merulana non era stato previsto, tanto che alcuni  vigili si stavano piazzando per disciplinare il blocco degli incroci,  nei confronti del traffico scarso ma non inesistente che si ostinava a  transitare per la zona (c’è sempre un bel po’ d’incauti e disinformati).</p>
<p>In pratica, il corteo non c’era già più, a parte qualche gruppo che si ostinava a passare unito, cantando “slogan”.</p>
<p>La  maggioranza era invece completamente incerta sul da farsi, limitandosi a  percorrere la via Merulana in direzione San Giovanni, non al centro  della strada ma ingombrando all’inverosimile i marciapiedi.<img class="size-full wp-image-897 alignleft" src="http://www.idvroma2.it/wp-content/uploads/05-lanci-di-fumogeni-allobelisco-di-p.zza-S.-Giovanni.JPG" alt="05 lanci di fumogeni all'obelisco di p.zza S. Giovanni" width="269" height="202" /></p>
<p>Intanto  già si potevano raccogliere commenti su gente ferita per via dei  furgoni di Polizia e CC che avevano compiuto “raid”, con “chicane”, in  mezzo alla folla.</p>
<p>A San Giovanni non mi è riuscito di arrivare, perché nel frattempo la sommità di via Merulana si era intasata di gente.</p>
<p>Ho  pensato di passare “dietro”, percorrendo il viale Manzoni e poi la via  Emanuele Filiberto, quando ho visto improvvisamente attrupparsi intorno  all’obelisco della Piazza di S. Giovanni diversi furgoni della “Celere” e  quasi subito ho udito lo scoppio dei lacrimogeni.</p>
<p>Ho  imprecato per aver lasciato a casa la fotocamera e visto che i  “celerini” avevano tutta l’intenzione di caricare, sono prudentemente  arretrato, fino a raggiungere alquanto lentamente la traversa di via  Merulana dove abito (non volevo mancare di osservare il più possibile, a  scanso di finire vittima dei soliti “ricostruttori da tavolino”).</p>
<p>Una  corsa a casa, dove ho dovuto constatare che le due reflex digitali di  cui dispongo avevano le batterie al minimo, e sono risceso impugnando  una “compatta”, che tengo puntualmente carica.</p>
<p>Naturalmente  è stata una pessima scelta, per la scarsa luminosità dell’obbiettivo  (la luce stava visibilmente scemando) e per l’assenza di una decente  capacità di “raffica”, indispensabile per documentare scene in rapida  evoluzione.</p>
<p style="text-align: left">Ritornato  verso l’incrocio con viale Manzoni ho visto giovani con il viso  nascosto da sciarpe e maschere antigas, ma non vestiti di nero, formare  barricate con i secchioni della spazzatura e del riciclaggio in vari  punti della via Merulana, mentre altri erano già in fiamme e verso San  Giovanni lo sbarramento di “celerini” era in visibile attesa dello  “squillo di  tromba”.</p>
<p>Intanto  giungevano pessime notizie dal piazzale di porta San Giovanni, non  visibile dal mio punto di <img class="size-full wp-image-902 alignleft" src="http://www.idvroma2.it/wp-content/uploads/15-Barricate-con-cassonetti-e-cesti-di-rifiuti.JPG" alt="15 Barricate con cassonetti e cesti di rifiuti" width="223" height="168" />osservazione: ho sentito di feriti e di altre “gimcane” dei “carrettoni” della Polizia; fatto peraltro confermato  dalle continue sirene di ambulanze.</p>
<p>Per  farla breve, mi sono beccato tre cariche, una particolarmente infida,  perché mentre guardavo in alto, verso la basilica di San Giovanni,  sorvegliando le mosse della “Celere”, un’altra squadra di furgoni della  Polizia è giunta a sirene spiegate da via Labicana, girando quindi in  via Merulana, direzione San Giovanni, dove mi trovavo (davanti alla  chiesa dei santi Pietro e Marcellino), prendendo letteralmente la curva  “su due ruote”, per prendere “a tenaglia” i dimostranti.<img class="alignright size-full wp-image-899" src="http://www.idvroma2.it/wp-content/uploads/06-cassonetti-a-fuoco.JPG" alt="06 cassonetti a fuoco" width="204" height="153" /></p>
<p>Ma  nel frattempo, nel punto dov’ero, s’era andata formata una  sovrabbondanza di facinorosi, riconoscibili dalle sciarpe sul viso, dai  cappucci e dalle maschere, mentre i dimostranti pacifici si tenevano ai  lati della strada, indecisi su cosa fare (in una delle foto, nonostante  la sfocatura, si può notare un soggetto che tranquillamente cammina con  in mano un grosso “sanpietrino”).</p>
<p>In  un attimo ho visto volare una gragnuola di “sanpietrini” e cartelli  segnaletici divelti, scagliati con violenza contro i mezzi della  Polizia, che sono stati colpiti in più punti, ma senza danni alle  persone, mentre la folla si dava alla fuga, cercando scampo nelle  laterali, tra le esplosioni dei lacrimogeni e dei candelotti fumogeni,  mentre qualcuno dedicava le “molotov” ai cassonetti a portata di mano.</p>
<p>Anch’io  sono arretrato, ma con calma, cercando di scattare foto, che però  dovevo sistematicamente cancellare e ripetere, per via della luce sempre  più debole, che mi restituiva immagini invariabilmente mosse.</p>
<p>L’ultima  carica l’ho subita all’incrocio di casa mia: la “Celere” ci aveva  sospinti in direzione di Santa Maria Maggiore, quando improvvisamente i  mezzi hanno di nuovo accelerato: altra fuga a ranghi sparsi della  maggioranza e mentre cercavo di scattare un’ultima foto sono stato quasi  travolto dalla folla impazzita, tra cui un giovanottone, che correva  con piglio del tutto atletico e ben allenato, e che mancando per poco di  travolgermi grazie a un mio rapido scarto laterale, mi ha però  gratificato di un bel “levatevi dalle palle”, confermandomi nell’idea  che lì intorno era pieno d’”infiltrati”; quello non era certo un avanzo  di centro sociale. <img class="alignright size-full wp-image-893" src="http://www.idvroma2.it/wp-content/uploads/10-il-vandalo.JPG" alt="10 il vandalo" width="269" height="202" /></p>
<p>A  questo punto sono rientrato a casa, con qualche esitazione, però,  temendo che l’aprire il portone potesse comportare l’invasione del  palazzo; ho pertanto atteso che sfollasse almeno il “grosso”, mentre  alcuni diligentemente trascinavano in mezzo alla strada i cassonetti di  fronte a casa mia, per bloccare eventuali inseguimenti di mezzi  motorizzati.</p>
<p>Posso  dire in conclusione di aver avuto prove certe che ai disordini erano  presenti tre tipologie di dimostranti; la maggioranza era composta di  gente del tutto tranquilla e senza alcuna velleità di violenza: studenti  e famiglie, gruppi di amici, parlavano con delusione della  degenerazione degli eventi, anche se nessuno è stato tenero con la  polizia; c’era poi un gruppo molto meno numeroso, ma tuttavia non  trascurabile, sicuramente centinaia, giunti con l’intenzione di non  trascurare atti di sfregio, come scritte sui muri, lancio di fuochi  artificiali, all’occorrenza qualche sassata contro le vetrate di banche. <img class="alignright size-full wp-image-913" src="http://www.idvroma2.it/wp-content/uploads/22-a-fuoco-unimpalcatura.JPG" alt="22 a fuoco un'impalcatura" width="269" height="202" /></p>
<p>Sia  il primo che il secondo “insieme” era composto da elementi dell’Italia  tutta: ho sentito accenti sia del nord che del sud, in verità con  prevalenza dei primi.</p>
<p>Nessuna  infiltrazione straniera invece, come va blaterando oggi il sindaco  Alemanno; se qualche straniero c’era, parlava così bene l’italiano da  essere pure esperto di dialetto.</p>
<p>C’è  infine il terzo livello. I veri “black block” (qualsiasi cosa possa  ormai significare questo slogan che dal “dopo Genova” fa da mignolo per   troppe comode “ricostruzioni”) che hanno agito all’inizio, gettando  letteralmente il “fiammifero sulla benzina” per poi sparire senza essere  più visti da nessuno, in mancanza dei quali il livello di mezzo dei  facinorosi dei centri sociali e anarchici, non avrebbe nuociuto più di  tanto.</p>
<p>Sorge a questo punto un vero e proprio “elenco” d’interrogativi.</p>
<p>Ci  si domanda ad esempio come mai la polizia non li abbia fermati subito,  al punto che tre violenti sono stati bloccati e consegnati agli agenti  da un gruppo di “normalissimi indignati”, che evidentemente avevano  perso la pazienza.</p>
<p>Persino  io sono stato tentato di agguantarne uno, che mi camminava  tranquillamente davanti con un sampietrino in mano e mi sono fermato  solo per aver rapidamente constatato di essere letteralmente circondato  da questa gente.</p>
<p>Eppure  la legge italiana, a quanto ricordo, non consente di esibirsi a viso  coperto, per cui gli estremi per il fermo esistono anche giuridicamente,  tanto più in una contingenza del genere.</p>
<p>E  come mai a San Giovanni i “gipponi” con gli idranti hanno cominciato a  impazzare quando i facinorosi della “seconda fascia” non avevano  raggiunto la piazza, ancora saldamente in mano ai dimostranti pacifici?</p>
<p>E  cosa significano i “caroselli di furgoni in mezzo alla folla? Sono  questi metodi degni di uno stato civile? Se non c’è scappato il morto lo  si deve indubbiamente e solo alla densità di Santi che vigilano sulla  zona di operazione.</p>
<p>Ho  visto poi con i miei occhi più d’uno degli scalmanati girare indossando  maschere antigas di ultimissima generazione, che è assai difficile  reperire in commercio, infischiandosene di essere guardato fisso e pure  fotografato. Chi erano costoro e chi ha fornito loro simile materiale?</p>
<p>Il  sospetto che in mezzo ai più esagitati agissero “infiltrati  istituzionali” è qualcosa di più che una semplice illazione, che ho  personalmente sentito affacciare da diversi manifestanti della fascia  “in buona fede”, soprattutto dai più anziani ed esperti.</p>
<p>E  visto che siamo in tema di (giustificati) sospetti, qualcuno può  rispondere al perché siano stati osservati, nei giorni precedenti la  manifestazione, un certo numero di grossi furgoni della Polizia  stazionare davanti al Viminale (Ministero dell’Interno), che al mattino  molto presto apparivano carichi di “cristoni” in splendida forma fisica,  che però anziché in divisa di poliziotti erano vestiti come bulli di  periferia, persino stracciati? Più d’uno se n’è accorto e se lo domanda.</p>
<p>Massimo Grandicelli</p>
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		<title>Una riflessione sui fatti del 15</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 15:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Commentare i fatti  accaduti alla manifestazione del 15 ottobre 2011 non è facile. Saranno, a  questo punto, già iniziate le solite rivendicazioni, deplorazioni,  indignazioni.
Personalmente, ieri sera  ho finito la serata, come avvocato dei Giuristi Democratici, alle 23.20,  uscendo dall&#8217;Ospedale S. Spirito, dove avevano ricoverato un  manifestante (ed arrestato).
Non era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span id="more-885"></span>Commentare i fatti  accaduti alla manifestazione del 15 ottobre 2011 non è facile. Saranno, a  questo punto, già iniziate le solite rivendicazioni, deplorazioni,  indignazioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Personalmente, ieri sera  ho finito la serata, come avvocato dei Giuristi Democratici, alle 23.20,  uscendo dall&#8217;Ospedale S. Spirito, dove avevano ricoverato un  manifestante (ed arrestato).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Non era la prospettiva con  cui avevo iniziato la giornata, né si poteva pensare che perfino gli  amministrativisti come me sarebbero tornati utili come avvocati, a fine  giornata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Tornando ai commenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">I fatti mi sembrano  chiari, un certo numero di persone ha pianificato una strategia di  assalto, peraltro molto efficace. A metà del corteo ha portato i propri  attacchi ai bersagli sensibili.<br />
Quelli che vengono vissuti come i colpevoli dell&#8217;attuale crisi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Si trattava di un&#8217;azione  prevista e prevedibile. Le manifestazioni occasioni di questi scontri  non sono mai quelle politiche (il No B day per capirci), sono sempre  quelle su temi economici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Quello però tra i fatti  che mi sembra nuovo è che in questo caso i facinorosi (occorre riesumare  questo termine) hanno portato il loro attacco all&#8217;interno del corteo e  soprattutto non hanno esitato a trasformare la piazza di arrivo del  corteo in un campo di battaglia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">In questo modo il corteo  non è potuto arrivare. Il corteo è abortito. Non era mai successo che  migliaia di persone vagassero, come abbiamo fatto noi, nelle strade  circostanti al punto di arrivo, spaesate, con un senso di sconfitta  addosso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Tradizionalmente (perché  ahimè questa è tradizione) i facinorosi (intendendo coloro che partono  con l&#8217;idea di arrivare allo scontro) dichiarano, prima o durante il  corteo, di&#8230; voler portare simbolicamente una rosa nel bagno di casa  Berlusconi. Chiedono che, pacificamente, la polizia si sposti per  lasciarli passare. Dopodichè mazzate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">In tal modo però gli  incidenti avvengono in modo marginale rispetto al percorso principale,  permettendo al corteo &#8216;altro&#8217; di trovare la sua meta. Ciò che comunque  non era, a mia memoria, mai avvenuto, è che gli scontri fossero nel  punto d&#8217;arrivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Di fatto è stato vissuto come un golpe. Un modo per dire &#8216;la lotta giusta è questa e noi ci prendiamo tutto&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Vi è, però, da capire se  sia stata una scelta deliberata o frutto anche dell&#8217;evolversi degli  scontri e della peculiarissima situazione generata dalla &#8216;controparte&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La controparte è la forza di pubblica sicurezza, la P.S. .</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Alla manifestazioni del 15  ottobre infatti vi è stato un&#8217;altro fatto straordinario: la  manifestazione è stata &#8216;isolata&#8217;. Vale a dire che nessuno poteva entrare  ed uscire dal percorso. Insomma, uno che scendeva da via Cavour non  poteva, arrivato su via dei Fori Imperiali, dire &#8216;vado a casa&#8217; e girare a  destra, ma doveva proseguire sul percorso della manifestazione verso il  punto dell&#8217;incendio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Alla propria destra  trovava infatti un vero muro, costituito da enormi camionette della  polizia, parcheggiate radenti le une alle altre in modo che, anche  volendo, nessuno potesse passare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Insomma, qualsiasi  scontro, qualsiasi carica, non poteva che trovare sfogo ed esplosione  all&#8217;interno del percorso, affollato di gente (per cui sembra che gli  scontri non siano scoppiati a S. Giovanni, ma vi siano arrivati per  effetto di questo isolamento).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">L&#8217;ho trovata una scelta  molto pericolosa ed anche una ingiusta compressione dei diritti  costituzionali. Credo che una persona abbia il diritto in ogni momento  di abbandonare una manifestazione politica, magari perché, per come si  sono messe le cose, non si sente più di partecipare. C&#8217;erano, dietro lo  schieramento delle camionette, mamme che pregavano di lasciare uscire le  loro figlie (il che mi è sembrato esagerato, ma si sa come sono le  mamme).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Questo &#8216;isolamento&#8217; ha  comportato un doppio effetto. Proteggere l&#8217;esterno, ma amplificare gli  scontri nel vuoto pneumatico creato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Che però è quello dove si trovavano i manifestanti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">In senso  strategico-bellico, la PS ha adottato la scelta giusta, dimenticando  però che tra i beni da proteggere ci sono anche i manifestanti pacifici,  e non solo i turisti giapponesi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Da sempre, si dice che PS e  facinorosi sono oggettivamente alleati per far prendere le botte ai  pacifici. Chi prende le botte ha diverse reazioni, vi sono comunque  taluni che tornano a casa e non partecipano più (ben vi sta, dice  qualcuno della PS) , e talaltri che sviluppano acredine nei confronti  della PS e si uniscono ai facinorosi (per la gioia di questi ultimi).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Insomma, quando volano le  mazzate si sa già chi è lo sconfitto, indipendentemente da chi quelle  mazzate le ha prese, i pacifici, i pecoroni, la massa inerte (così siamo  visti).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Stavolta però qualche dato  nuovo c&#8217;è stato. Molti pecoroni si sono imbizzarriti. Ho visto molti  facinorosi a malpartito circondati da manifestanti piuttosto inalberati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Il furto di S. Giovanni ha passato il segno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Non c&#8217;è molto da aggiungere. Occorre riflettere sulla prossima iniziativa e porsi una domanda.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Si possono ancora organizzare cortei a Roma (su questi temi caldi)?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Io non credo, finchè la  situazione è questa. Se le organizzassero da soli le manifestazioni se  vogliono menare, senza coinvolgere le mamme con le carrozzine dei  bambini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Gli organizzatori non  possono pensare di far funzionare un &#8217;servizio d&#8217;ordine&#8217; interno alla  manifestazione. Ci mancherebbe solo questo, che i pacifici si mettano a  menare pure loro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">I pacifici, come nelle loro corde, devono risolvere la questione in altro modo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">La prossima volta conviene  fin dall&#8217;inizio individuare un luogo, adeguato alla partecipazione  prevista, ad esempio il Circo Massimo, ed organizzare concerti e via  discorrendo. A tutti dispiace dover rinunciare a manifestare camminando,  ma non si può fare, per il momento. O meglio lo si può fare per le  intercettazioni o per la legge elettorale (i facinorosi non si occupano  di queste questioni interne alla borghesia).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Per questioni economiche, per ora, lascerei perdere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">Pietro Adami</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutto va a rotoli, ci vuole uno scatto d’orgoglio.</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 10:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo da un nostro lettore e volentieri pubblichiamo.

&#8220;Siate affamati, siate folli&#8221;.
Steve Jobs
È  passata un&#8217;altra settimana, altri sette giorni caratterizzati da una  crisi sociale, economica e politica. In questo Paese non c&#8217;è più fiducia  ed a perderla, gradualmente, sono un po&#8217; tutti. Il problema maggiore  che a diminuire non è solo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo da un nostro lettore e volentieri pubblichiamo.</em></p>
<p><em><span id="more-880"></span></em></p>
<p align="right"><strong><em>&#8220;Siate affamati, siate folli&#8221;.</em></strong></p>
<p align="right"><em>Steve Jobs</em></p>
<p>È  passata un&#8217;altra settimana, altri sette giorni caratterizzati da una  crisi sociale, economica e politica. In questo Paese non c&#8217;è più fiducia  ed a perderla, gradualmente, sono un po&#8217; tutti. Il problema maggiore  che a diminuire non è solo la fiducia nelle persone ma soprattutto la  fiducia nel futuro.</p>
<p>&#8220;Il  Paese non cresce, perché brucia il futuro dei giovani&#8221;, ha detto  recentemente il Governatore della Banca d&#8217;Italia, Mario Draghi,  auspicando &#8220;riforme strutturali&#8221;. Ma dalla classe politica, tutta, non  arriva nessuna risposta concreta, l&#8217;unica eccezione è rappresentata dal  costante e accorato appello del Presidente della Repubblica, Giorgio  Napolitano, che ribadisce insistentemente la necessità di investire sui  giovani e di &#8220;ridare dignità alla politica&#8221;.</p>
<p>Intanto  i giovani, studenti in particolare, scendono in piazza per protestare,  la gran parte in modo pacifico (fortunatamente pochi gli stupidi che  creano tensioni nel corteo di Roma), contro i tagli e le &#8220;classi-pollaio&#8221;. E la maggioranza ed il governo litigano sull&#8217;ennesimo  condono (questa volta mi trovo a dare ragione al Ministro Tremonti) e  sulla nomina del successore di Draghi, mentre si ventila l&#8217;ipotesi del  partito &#8220;Forza Gnocca&#8221;. Ma dall&#8217;altra parte? Certo è che la soluzione  migliore sarebbe un Governo di &#8220;salvezza&#8221; nazionale, che cambi la legge  elettorale e ci porti velocemente alle urne  ma questa classe politica  ha paura di perdere la &#8220;poltrona&#8221;.</p>
<p>Mentre  nel Paese accade tutto questo, sulle strade continuano a morire decine  di persone senza che nessuno faccia nulla di concreto. Quello della  sicurezza stradale continua ad essere un grave problema per una società  che si vuole definire &#8220;civile&#8221;. Suggerirei agli amici Parlamentari ed ai  media di occuparsi anche di questo, e non solo delle &#8220;intercettazioni&#8221;.</p>
<p>Mi  piace ricordare, in chiusura, alcune delle frasi più significative che  Steve Jobs, fondatore di Apple recentemente scomparso, ha pronunciato  nel suo discorso del 2005 all&#8217;Università di Stanford. &#8220;Il vostro tempo è  limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non  fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i  risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore  delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più  importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la  vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente  diventare. Tutto il resto è secondario&#8221;.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>A presto,</em></p>
<p><em>Carmelo Lentino</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p align="center"><em>&#8212;</em></p>
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		<title>Una divertente metafora, ben applicabile ai casi attuali, e un appello finale</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 20:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[LA CRISI DEGLI ASINI

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.
In  piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe  comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.
I contadini erano effettivamente un po&#8217; sorpresi, ma il prezzo era alto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA CRISI DEGLI ASINI<br />
<span id="more-839"></span><br />
Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.</p>
<p>In  piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe  comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.</p>
<p>I contadini erano effettivamente un po&#8217; sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.</p>
<p>L&#8217;uomo  venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di  nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.</p>
<p>Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.</p>
<p>Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.</p>
<p>Il  giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e  lo inviò nello stesso villaggio con l&#8217;ordine di vendere le bestie 400 €  l&#8217;una.</p>
<p>Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €,  la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono  asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.</p>
<p>Come  era prevedibile, i due uomini d&#8217;affari andarono in vacanza in un  paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del  villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i  capelli.</p>
<p>Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per  rimborsare i prestiti. Il corso dell&#8217;asino era crollato. Gli animali  furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal  banchiere.</p>
<p>Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal  sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato  rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i  prestiti fatti al Comune.</p>
<p>Per evitare questo disastro, il  sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché  pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda  caso, suo caro amico e primo assessore).</p>
<p>Eppure quest&#8217;ultimo,  dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti  del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere  immersi nei debiti.</p>
<p>Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola da i  tassi di interesse, il Comune chiese l&#8217;aiuto dei villaggi vicini, ma  questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché  avevano vissuto la medesima disgrazia.</p>
<p>Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità.</p>
<p>..  Venne innalzata l&#8217;età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti  pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate.</p>
<p>Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.</p>
<p>Questa  triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i  due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle  Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo  fratelli Mercato.</p>
<p>Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.</p>
<p>Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.</p>
<p>E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete?</p>
<h3><span style="color: #333399">Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011 (Giornata internazionale degli e delle indignat*)</span></h3>
<p><span style="color: #333399"><br />
</span></p>
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